La Nicoletti, marchio storico del salotto di Matera, chiude. La decisione era nell'aria: gli impianti di La Martella erano fermi ormai da tre settimane e la voce circolava con insistenza. Ieri i soci della Spa (fatturato 2007 di poco superiore ai 100 milioni di euro ed export per l'85% del totale) lo hanno deciso ufficialmente e hanno posto la società in liquidazione a causa di una situazione contabile di «oggettiva difficoltà, tale da non consentire la prosecuzione dell'attività». La forte esposizione con il sistema bancario e con i fornitori ha costretto il fondatore dell'azienda, Giuseppe Nicoletti, a chiudere. I tentativi per reperire nuovi fondi dalle banche, compreso un prestito ponte, e la decisione di utilizzare i mezzi propri della famiglia non sono serviti a scongiurare la liquidazione.
Sul piano occupazionale la chiusura ha effetti diretti non solo sull'azienda e i suoi 480 lavoratori, da tempo in cassa integrazione, ma anche sull'indotto. «Ci sarà un effetto domino con altre chiusure di 4-5 aziende di servizi e forniture del gruppo con licenziamenti per almeno altri 500 occupati – prevede Nicola Andriulli, segretario generale della Fillea-Cgil di Matera –. La chiusura era nell'aria, ce l'aspettavamo almeno da un mese». Questo pezzo di storia del salotto materano di alta qualità paga però non solo la crisi strutturale del comparto, ma anche le conseguenze del ricorso al credito bancario per finanziare la rete dei negozi a marchio Nicoletti allargati fino a comprendere 70 Paesi. Margini di redditività in calo costante e supereuro hanno fatto il resto, nonostante la riorganizzazione del gruppo varata da Nicoletti nel 2005, in linea con quelle di Calia e Natuzzi che, tra riduzione di costi generali e ridimensionamento della forza lavoro, ancora reggono (in questi giorni è stato siglato l'accordo con i sindacati per collocare 1.200 addetti del gruppo di Santeramo, per un anno, in cassa integrazione a rotazione sui 2.400 in attività).
Per i sindacati, ma anche per Nicoletti, non tutto però è perduto. La liquidazione potrebbe essere anche revocata. «La nostra decisione non è una resa per la società – si legge in una nota dell'azienda – e se si creeranno le condizioni oggettive tali da garantire la continuità la revocheremo». Per questo i sindacati sperano che la liquidazione non diventi fallimento della Spa e guardano all'incontro di domani che si terrà al ministero delle Attività produttive per esaminare proprio il caso della Nicoletti.
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